sabato 16 aprile 2016

Ciao Pino

Che dire...
è arrivato anche questo momento...

Sembra ieri che ti sei intrufolato sotto la mia pelle.

Era il 5 maggio 2014.

Sulla lettera del day hospital così c'era scritto:
"Valutata dall'oncologo deve iniziare terapia specifica 
per cui è stato posizionato port a cath in succlavia destra"

Non ti volevo.
Proprio non ti volevo.

Con te sono salita su quel treno, quello dei malati,
quello che va a 300 all'ora e ti tiene incollata al sedile. 
E tu ti tieni con le mani aggrappata per non mollare la presa,
perchè se accadesse, ti sentiresti persa nel vuoto.

Ti abbiamo dato anche un nome:
PINO
e ti abbiamo confezionato
 una storia d'amore con Rosetta

Così sei entrato piano piano a far parte della mia vita, 
ma forse potrei dire della nostra vita, 
mia, di mio marito e dei miei figli.

"Pino il bottoncino" 
era il tuo nome e cognome.

Scherzosamente ti menzionavo 
quando dovevo spiegare a mia figlia 
che non riuscivo a prenderla in braccio 
o quando non potevo prendere
 la cartella di mio figlio, fuori scuola.
O ancora, 
quando non riuscivo ad alzare 
la vaschetta dei panni da stendere 
o cambiare le lenzuola e fare il letto.

Insomma Pino 
la tua presenza si è sentita eccome!

Però voglio dirti 
GRAZIE.

Perchè con la tua presenza ho affrontato tutto più serenamente.

Anzichè bucare le mie vene, 
ormai ridotte ai minimi termini dalla chemio, 
ho potuto usare te.
Eri sicuramente in una posizione singolare, 
sotto la clavicola.
Però a me bastava per sentirmi serena.
E per non vedere quell'ago nel braccio, 
che sin da bambina mi ha sempre resa triste.

Non mi hai risparmiato niente. 

L'attimo in cui ti bucavano con il catetere 
è sempre stato 
un attimo di 
pura follia.

Però in teoria 
non servi più.
Non avrei mai pensato di dirlo.

Ma non servi più.
Non servi più.
Non servi piùùùùùùùùùù.

Quindi ti voglio dire addio.

So che non sarà facile. 
Perchè da un lato eri una mia sicurezza.
Oggi c'è la stessa ansia di quando ho finito le chemio.

La domanda che mi arrovellava la mente era 
"E adesso cosa faccio, senza chemio? 
Non avrò recidive?"

Oggi con te è più o meno la stessa cosa
"Cosa farò senza il mio bottoncino?"

Succederà mai di sentire la tua mancanza un giorno?

Ovviamente una mancanza 
legata ad una necessità 
che possa servire la tua presenza,
di nuovo. 

Ora basta. 
E' arrivato il momento....

Addio Pino....
nonostante tutto, 
sei stato un buon compagno di viaggio.

Laura











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