mercoledì 18 febbraio 2015

18 FEBBRAIO 2015

Mentre leggerete questo post io sarò cullata da un dolce sonno indotto dall'antestesia....
Un altro giro in sala operatoria,
 un altro soggiorno in ospedale, 
un altro calvario per trovare le mie vene.

Però questo intervento segnerà la fine di tutto, 
perchè io ho deciso così, 
anche se nella realtà non lo è e non lo sarà mai. 
Avrei tante cose da dire, 
ma voglio dare voce ai miei pensieri 
attraverso chi le parole le sa "far girare" bene... 

... anche perchè oggi decido di stare in silenzio... 
con i miei pensieri...
vi lascio con lui...

perchè oggi doveva esserci anche lui vicino a me... 

e come al solito, a modo mio l'ho fatto entrare anche in questa data...


PER I MIEI FIGLI


PER MIO MARITO










PER I MIEI AMICI



PER LE CHARLIE'S ANGELS

  
X MY SISTER


PER TUTTI QUELLI CHE STANNO COMBATTENDO UNA BATTAGLIA... 
QUALSIASI ESSA SIA...



























PER MIA MAMMA E MIO PAPA'



E QUESTA E' PER TE .... CANCRO DEI MIEI STIVALI!!!!!


18 FEBBRAIO 2015



Laura

lunedì 16 febbraio 2015

Apprezzare le cose semplici



La frase scritta qui sopra è una grande verità.
Ti rendi conto di quanto anche solo una passeggiata con tuo marito, una risata con i tuoi figli, un pranzo con tua mamma, tuo papà e tua sorella possano acquisire un valore immenso.
Siamo schiavi di una società che ci fa correre sempre, correre al lavoro, correre a portare i figli a scuola, correre per portarli a fare un'attività sportiva, correre a fare la spesa, correre a fare la doccia...
e non ci si sofferma mai.
Prendiamo tempo, respiriamo, guardiamo il cielo, il sole, guardiamo i nostri figli, i nostri cari. Forse non cambierà nulla, questo è vero, ma avremo guadagnato un altro pezzetto di emozione, e diventerà parte del nostro bagaglio.
Pensateci!

Un bacio a tutte.

Laura

venerdì 13 febbraio 2015

Il faro immaginario

Questo è il mio faro... 
qui ho conosciuto mio marito, 
questo è il luogo segreto in cui rifugiarsi quando tutto diventa troppo...
E' un posto per me magico.

Vorrei tanto che ognuna di voi avesse un faro immaginario nella propria mente.
Per non perdersi.
Per ritrovare la strada.
Per vedere quanto è immenso il mare.
Per comprendere quanto la natura sia pazzescamente bella.
Per capire che la vita è una sola, non va sprecata e va vissuta intesamente.


" E fra tutte le stelle del tuo cielo, raccogline una e fa che la tua vita diventi la sua luce. 
Poi trasformala in una stella tanto speciale.
Tanto bella che tutte le altre stelle del cielo per un attimo smettano di brillare
soltanto per un istante
al solo cospetto di tanta luminosità"
 ( Il Guardiano del Faro)

Un  bacio a tutte
Laura

lunedì 9 febbraio 2015

BIG HERO 6



Allora parliamoci chiaro:

TUTTO DIPENDE DALLA PROSPETTIVA!

E se ce lo insegna anche un cartone animato, direi che dobbiamo solo inchinarci ed accettare questa verità!!!!!
E lo possiamo trasferire a qualsiasi situazione.
Nello specifico, nel cartone animato, Hero si trova, nella condizione di costruire qualcosa di ingegnoso per una fiera di robotica, e lo scopo è stupire il professore, tanto da poter concedere l'ingresso alla scuola. E come succede in questi casi, Hero ha un vuoto di idee.
Interviene allora il fratello che lo prende in groppa e lo fa penzolare a testa in giù dicendogli di guardare la situazione da una prospettiva diversa.
E Hero nel resto del film, attinge a questo grande insegnamento del fratello per far fronte a sfide ben più importanti del costruire un robot.

Qui è più o meno la stessa cosa.
Quando ti viene diagnosticato un cancro, se guardi la situazione in maniera oggettiva ti viene voglia di spararti un colpo in testa!!!!
Operazione di mastectomia, esiti istologici, chemioterapia, terapia ormonale, controlli, operazione di ricostruzione, controlli, e chi più ne ha ne metta.

Immaginate di mettervi a testa in giù e vedere la cosa da una prospettiva diversa.

E allora bada bene... tutto quello che ho scritto prima, è stato scritto tutto in due righe.... e io ho ancora il foglio libero, libero per essere scritto, quindi bisogna andare oltre e concentrarsi in quel pezzo di foglio che è ancora bianco e abbiamo solo noi la facoltà di decidere come venga scritto.
Possiamo proseguire inserendo tutte le emozioni assurde che il cancro si porta dietro. E purtroppo non ne siamo esonerate.

Oppure

possiamo riempirle concentrandoci su tutto quello che fa parte della nostra vita.
La nostra famiglia, figli, marito, fratelli, genitori, amici, lavoro, colleghe... 
anche qui si tratta di emozioni, ma sono quelle che ci identificano, che ci rendono uniche, che diventano i nostri punti cardini, emozioni che contribuiscono a formarci ogni giorno...

E allora dimmi 
come vuoi riempire il tuo foglio bianco?

Un bacio.
Laura

venerdì 6 febbraio 2015

Gli sguardi

Inutile dire che quando decidi di non mettere una parrucca per mascherare la tua testa pelata, ma decidi di metterti un foulard, è come dare un biglietto da visita con scritto sopra: 

SONO MALATA - HO IL CANCRO!!!!

Nel corso di questi mesi, mi sono imbattuta in alcuni sguardi che onestamente mi hanno fatto anche sorridere.

Quando ho fatto le foto in centro a Bergamo, scattate da mio marito e mia sorella, ignari che sarebbero poi servite per fare la mia testata del blog, nel momento in cui ho tolto il foulard e sono rimasta con la mia testa pelata bella in vista, illuminata da un sole caldo di luglio, ho visto persone passare e girarsi due o tre volte con sguardo interrogativo. 
Una signora ferma al semaforo, credo si sia dimenticata anche di attraversare la strada una volta diventato verde.

Mi è capitato poi in chiesa di trovare persone che al segno della pace, assolutamente dovevano darmi la mano, pur non conoscendole, quasi come fossi una persona famosa.

Mi è capitato anche di trovarmi a salire le scale con persone davanti a me che facevano la stessa cosa, e una volta vista, continuavano a girarsi inciampando nei gradini a volte.

Ho incontrato persone nei negozi, che vedendo il foulard in testa ed immaginando che era il frutto di una malattia, mi aiutavano a portare la spesa in macchina.

E potrei raccontare altri episodi.

Perchè vi dico tutto questo?

Perchè ci sono momenti in cui il senso di inadeguatezza ti arriva, forte, chiaro, senza filtri.

Perchè alla fine il cancro è una brutta malattia, difficile da gestire, che lascia segni fisici importanti.
E quindi gli sguardi fanno parte del gioco.
Premetto che non voglio assolutamente che passi il messaggio che le persone che ho incontrato siano state scortesi o fuori luogo, quello che voglio far capire è come attraverso gli sguardi capisci che hai una malattia importante, anzi non è una malattia, è LA malattia.

Ma anche a questo c'è un rimedio.

Concentrarsi sulle proprie certezze.

Ognuno di noi ha dei punti cardini dai quali sa di poter attingere quando si è in una situazione di difficoltà.
Ce li abbiamo tutti, basta volerli cercare e volerli trovare.
Certo è più semplice sentirsi inadeguati, e per sentirsi normali in alcune situazioni, la ricerca è immensa. 

Ma ce la puoi fare.

E io conto su di te.

Un bacio. 
Laura

mercoledì 4 febbraio 2015

WORLD CANCER DAY - 4 FEBBRAIO -

GIORNATA MONDIALE DEL CANCRO


NOT BEYOND US

NON OLTRE NOI

visita il sito:
http://www.worldcancerday.org/


Oggi non dico oltre... credo basti.

Buona giornata guerriere.
Laura

lunedì 2 febbraio 2015

Fai bei sogni

"Preferiamo ignorarla, la verità. 
Per non soffrire. 
Per non guarire. 
Perchè altrimenti diventeremmo quello che abbiamo paura di essere: 
completamente vivi."

"Se un sogno è il tuo sogno, quello per cui sei venuto al mondo, puoi passare la vita a nasconderlo dietro una nuvola di scetticismo, ma non riuscirai mai a liberartene"

"Se vuoi cambiare gli effetti, cambia le cause. 
La vita risponde. 
Sempre"

"Il dolore serve, perchè l'uomo è conservatore per indole e senza una spinta esterna nessuno ha voglia di cambiare. 
Possiamo farcela, tutti. 
Ma ogni cambiamento passa dalla consapevolezza, dal risveglio."

(Fai bei sogni. Massimo Gramellini)

Mi sono imbattuta casualmente in questo libro. 
Ero in libreria e stavo guardando qua e là e l'occhio cade su quel titolo "Fai bei sogni"...
E penso che è l'augurio che faccio ai miei figli la sera, prima di rimboccargli le coperte.
A fianco, il titolo di un altro libro scritto dallo stesso autore "Avrò cura di te" e capisco che "Fai bei sogni" è stato scritto nel 2012, mentre l'altro è appena uscito.
Ma niente!
Come una calamita, il mio pensiero cade lì. 
Anche se è stato scritto 3 anni prima. 
C'è qualcosa che mi porta a lui.
Forse il titolo.
Forse il fatto che ho pensato all'augurio che faccio ai miei figli ogni sera.
Forse perchè leggendo, all'interno della copertina viene dedicato a quelli che nella vita hanno perso qualcosa.
Un amore, un lavoro, un tesoro.
Forse perchè c'è scritto pure che immergendosi nella sofferenza e superandola, ci ricorda come sia sempre possibile buttarsi alle spalle la sfiducia per andare al di là dei nostri limiti.

Ritenevo che fosse abbastanza per prenderlo e portarmelo a casa.

E' andato al di là della mia immaginazione.

Il libro è bello tutto, ma le prime 30 pagine sono state le più difficili da leggere.
Anche perchè ho capito davvero cosa stava dietro al dolore narrato.
Non nego che mi sono fermata più volte, e alla fine quelle pagine le ho rilette una, due, tre, dieci volte.

All'interno di quelle prime righe ci sono i pensieri e le parole dette con gli occhi di un bambino, 
in un certo senso ci sono risposte a domande che mi sono fatta in tutti questi mesi di malattia, pensando ai miei figli.
C'è la risposta di come un figlio interpreta la malattia della madre.

 "Brutto Male aveva svegliato la mamma durante la notte, ma lei lo aveva pregato di portare pazienza ancora un pò, il tempo di venire a rimboccarmi le coperte"

"Fai bei sogni piccolino."

"Breve riposo dona alla mamma, Signore. Svegliala, falle un caffè e rimandala subito qui. E' mia mamma, capito? O riporti giù lei o fai venire su me. Scegli tu. Ma in fretta. Facciamo che adesso chiudo gli occhi e quando li riapro hai deciso? Così sia."

"Quando aveva smesso di volermi bene?"

"In casa ci dividevamo i compiti: papà la accarezzava con le parole e io le parlavo con le carezze. 
Ma la mamma sembrava non ricambiare nessuno dei due"

"Ignoravo come avrebbe potuto sentirsi una mamma alle prese con Brutto Male.
Abbastanza male di sicuro, per quanto le mamme fossero dotate di risorse inesauribili"

Sono solo frammenti di un libro per me straordinario, anche perchè autobiografico.
E credo che non sia semplice mettere il proprio dolore, soprattutto dettagliato, intimo, su dei fogli di carta.
Anche se sei giornalista e vicedirettore di un giornale come "La Stampa".

Quante volte ho pensato cosa stesse frullando nella testa dei miei figli, che vedevano la mamma andare in ospedale a "prendere le medicine" e poi doveva rimanere a letto una settimana perchè stava male. Senza la voglia di fare un sorriso, di preparare loro una cena, di organizzare un gioco.
Messi di qua e di la per non far vivere quei giorni di malattia.

Quante volte mi sono chiesta cosa avranno pensato quando la mamma è sparita per 4 giorni ed è tornata a casa con un tubicino che le usciva dalla pelle e che era attaccato ad una sacca. (era un drenaggio ma spiegaglielo a loro)

Quante volte mi sono chiesta se mi hanno visto trasformata da quando la parola cancro è entrata in casa nostra.

Quante volte mi sono chiesta se riuscivo a trasmettergli la mia protezione e il mio bene, nonostante tutto.

Quante volte ho visto i loro occhioni guardarmi con un'aria interrogativa come per dire "mamma ma è tutto a posto?" con la speranza di sentirsi dire "Amori miei è tutto ok".

Posso solo dire che loro sono stati la mia priorità.
Il mio obiettivo era proteggerli da tutto questo.

Fate bei sogni piccolini miei, la mamma vi rimboccherà sempre le coperte.

Laura